Il calcio dei grandi
Parma-Inter, consapevolezza e spensieratezza: l’ex Chivu e le difficoltà al Tardini

Da un lato ci si gioca la salvezza, dall’altra il Tricolore. Parma-Inter ha il sapore di una sfida storica, di quelle che negli anni ci ha regalato sorprese e sfide al cardiopalma. E che oggi è resa ancora più speciale dall’arrivo, sulla panchina dei ducali, di Cristian Chivu, simbolo dei nerazzurri nell’era Mancini-Mourinho. Con il tecnico romeno in panchina, il Parma è riuscito a risalire la classifica, e potrebbe provare uno sgambetto ai nerazzurri in un campo difficile come il Tardini. Perché quando non si ha nulla da perdere, è il momento di mettere in campo il tutto per tutto.

Chivu
Parma-Inter, che partita per Chivu
Sette anni in nerazzurro per Cristian Chivu, che con i nerazzurri ha raggiunto grandissimi traguardi. Tre Scudetti, due Coppa Italia, due Supercoppe Italiane e una Champions League, oltre al vanto di essere stato un pezzo importante del gruppo del Triplete del 2010. Sono 169 le presenze totali da giocatore, condite da tre gol, prima del ritiro nel 2014 a causa dei problemi al piede destro.
Ma la sua avventura in nerazzurro non si è conclusa con il ritiro dal calcio giocato. Dal 2018 al 2024 l’ex difensore romeno inizia il proprio percorso come tecnico delle giovanili nerazzurre. Prima l’U14, poi l’U18 nel 2020, e infine la Primavera nerazzurra, a partire dal 2021. In tre anni, Chivu vince un campionato Primavera, nella stagione 21/22, lanciando tanti giovani profili interessanti, come Fontanarosa, Franco e Valentìn Carboni, Casadei, Fabbian. Giocatori che ora riescono a fare la differenza fra i grandi. Poi, dopo la chiusura di questo capitolo in nerazzurri, la chiamata del Parma.
Parma, con Chivu la salvezza è possibile
Sollevato Fabio Pecchia dall’incarico di allenatore con la squadra in zona retrocessione, i ducali hanno scelto di puntare sul tecnico romeno, alla prima esperienza fra i grandi. Il compito non sembrava essere dei più semplici, soprattutto vista la gara d’esordio del nuovo allenatore contro il Bologna. Ma Chivu non si è certo lasciato intimorire.
Si opta per dare continuità al lavoro di Pecchia, con la squadra che torna in campo con il 4-3-3 e solo tre cambi nell’undici titolare: dentro Balogh e Valenti al posto di Vogliacco e dello squalificato Leoni, mentre Man scivola in panchina per Almqvist, con Cancellieri che va ad agire sulla sinistra. E i risultati si vedono subito: 2-0 con gol di Bonny (su rigore) e Sohm, che regalano ai ducali il derby emiliano. Nonostante i numeri sfavorevoli (16 i tiri del Bologna, con il 75% del possesso palla, contro le 4 conclusioni gialloblu), il Parma regge l’urto della squadra di Italiano e conquista tre punti vitali in ottica salvezza.
Poi la sconfitta in trasferta contro l’Udinese, prima dei tre pareggi consecutivi contro Torino (in casa), Monza e Verona. Il Parma passa così al 17° posto, scavalcando l’Empoli, con 3 punti di vantaggio sulla zona rossa della classifica.
Parma, ora serve spensieratezza
Adesso, però, per i gialloblu inizia la parte difficile. Nelle prossime 4 gare i ducali affronteranno, in ordine, Inter, Fiorentina, Juventus e Lazio, in quello che sarà un mese di fuoco. Poi il Como e lo scontro diretto con l’Empoli, prima di chiudere il campionato contro gli altri due terzi dell’attuale top 3, Napoli e Atalanta.
Un calendario difficilissimo, con il Parma che dovrà dare il massimo per conquistare più punti possibili. Ma senza la pressione di vincere a tutti i costi, anzi. “Dobbiamo crescere nella motivazione, nella fiducia che ci permette di ottenere qualche risultato in più”, ha dichiarato il tecnico in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro i nerazzurri. Sottolineando, inoltre, come vorrebbe vedere una squadra più “spensierata”, meno bloccata mentalmente, nonostante la classifica pericolosa.
E il Parma dovrà partire proprio da questa spensieratezza, da questa voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di ben figurare davanti alle nobili del campionato. Perché la sfida da vincere in chiave salvezza, semmai, sarà la trasferta di Empoli dell’11 maggio. Prima, però, la squadra dovrà trovare continuità nei risultati e nelle prestazioni, partendo proprio dalla gara di questa sera.
Inter, che maledizione il Tardini: ma in termini Scudetto…
E sarà importante, in questo senso, sfruttare più che mai il fattore Tardini. Se infatti il bilancio degli scontri diretti fra Parma e Inter sorride ai nerazzurri (24 successi a 16 in 56 gare), ben 14 vittorie dei ducali sono arrivate fra le mura amiche. Solamente sette le vittorie dei meneghini in Emilia, di cui due nelle ultime due trasferte, quelle del 2020 e del 2021, vinte entrambe per 1-2.
Anche se forse il precedente più illustre risale a quel 18 maggio 2008: i nerazzurri di Mancini sbancarono il Tardini con una doppietta di Ibrahimovic, vincendo lo Scudetto e, allo stesso tempo, condannando i ducali alla retrocessione. La sfida di oggi non potrà essere così decisiva: mancano tante, troppe giornate perché il risultato possa dare un verdetto definitivo sulla stagione. Ma con l’obiettivo Scudetto ben in mente, ora l’Inter spera in nuovo successo.
Ma i ducali non vorranno certo mollare ora. Il buon ruolino di marcia dei ducali dall’arrivo di Chivu ha rivitalizzato l’ambiente, che ora è tornato a credere nella salvezza. E un eventuale sgambetto contro i nerazzurri potrebbe risultare preziosissimo in questo senso. Ma prima, i gialloblu dovranno scendere in campo pronti a dare tutto, pronti a lottare e a fare il massimo per il risultato. Perché solo con fiducia e un pizzico di spensieratezza sarà possibile mantenere la categoria.
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