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Genoa-Udinese nel segno di Vieira e Runjaic: da novità a conferme in campionato

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Vieira-Runjaic Genoa-Udinese

C’è chi ha deciso di partire da zero, chi invece ha avuto il coraggio di cambiare. Genoa-Udinese sarà la sfida tra due dei progetti più interessanti di questa Serie A, due squadre che hanno scelto due tecnici stranieri (cosa rara nel nostro campionato) per cercare di avviare nuovi cicli. E l’ottimo lavoro svolto da VieiraRunjaic finora dimostra che, in fondo, le scelte di rossoblu e bianconeri si sono rivelate decisamente azzeccate.

Vieira-Runjaic Genoa-Udinese

Vieira-Runjaic Genoa-Udinese

Genoa, una rimonta inaspettata

Destò parecchio scalpore la scelta da parte del Genoa di esonerare Alberto Gilardino dopo il pareggio contro il Como. Il tecnico italiano, nella scorsa stagione, aveva guidato i rossoblu ad un solido 11° posto in classifica, e con una squadra fortemente rimaneggiata era appena uscito dalla zona retrocessione. E destò scalpore anche l’ingaggio di Patrick Vieira, alla prima esperienza in Serie A.

Il tecnico francese aveva ottenuto discreti risultati in carriera, soprattutto sulla panchina del Nizza, con un 7° e un 5° posto fra il 2018 e il 2020. Poi il biennio al Crystal Palace, terminato con l’esonero a marzo 2023, e il passaggio allo Strasburgo, con cui chiuse al 13° posto di Ligue 1. Ma vista la delicata situazione dei rossoblu, l’ex Arsenal non sembrava essere il profilo giusto per portare serenità all’ambiente. E invece, nel giro di qualche mese, Vieira ha fatto ricredere tutti.

Sei vittorie e sette pareggi in 18 gare per i liguri dall’arrivo di Vieira in panchina, con 5 sconfitte arrivate solamente contro le big del campionato: NapoliRoma, InterFiorentina e Juventus. L’andamento dei rossoblu è migliorato esponenzialmente rispetto alla prima parte di stagione con Gilardino, come testimoniano i numeri. Dieci punti in 12 gare sotto la guida del tecnico italiano (media di 0,83 punti a partita), 25 punti in 18 partite con il francese in panchina (1,38 per match).

E questo perché difensivamente il Genoa è diventato molto più solido. I gol subiti, ad esempio, sono calati drasticamente: 22 nelle prime 12 di campionato, 16 nelle successive 18, con 7 clean sheet raccolti. E allo stesso tempo è cambiato anche il rendimento offensivo, con dieci reti di differenza sotto la gestione dei due tecnici (9 gol segnati contro 19). Tutti dati che testimoniano l’impennata rossoblu a metà stagione.

Genoa, ecco cos’è cambiato

E questo perché difensivamente il Genoa è diventato molto più solido. I gol subiti, ad esempio, sono calati drasticamente: 22 nelle prime 12 di campionato, 16 nelle successive 18, con 7 clean sheet raccolti. Ma allo stesso tempo è cambiato anche il rendimento offensivo, con dieci reti di differenza sotto la gestione dei due tecnici (9 gol segnati contro 19). Tutti dati che testimoniano l’impennata rossoblu a metà stagione.

Il cambio di modulo ha sicuramente inciso: il passaggio dal 3-5-2 al 4-2-3-1 ha permesso ai rossoblu di avere più equilibrio in campo, con tanti elementi esaltati dal nuovo sistema di gioco. Zanoli, ad esempio, può ora giocare in posizione molto più avanzata, aiutando però in fase difensiva per garantire maggiore copertura. Miretti, largo a sinistra, può ricevere palla in una zona meno trafficata del campo per accentrarsi e rifinire l’azione, mentre Thorsby e Frendrup, con la loro fisicità, possono risultare efficaci tanti in attacco quanto in difesa.

Importanti anche le reti dei difensori: VasquezDe Winter e Vogliacco (prima del passaggio al Parma) hanno messo a segno 7 reti, il 25% dei gol totali segnati dal Genoa. Un numero considerevole. In generale, però, il Genoa dà ora impressione di maggiore solidità, e sembra in grado di replicare i risultati dello scorso anno. Ma questa volta, senza profili come ReteguiGudmundsson.

Udinese, un nuovo progetto

L’Udinese, invece, ha deciso di partire con un nuovo progetto in estate, dopo la salvezza raggiunta in extremis con Fabio Cannavaro in panchina. Lasciato partire il campione del Mondo 2006, la scelta del club bianconero è stata Kosta Runjaic. Classe 1971, chiusa l’esperienza al Legia Varsavia, il tecnico tedesco era alla ricerca di una nuova avventura. E il club friulano sembrava essere un’ottima occasione per mettersi in mostra, sotto tantissimi punti di vista.

In primis, la continuità con il modulo. Runjaic predilige la difesa a 3, impiegata oramai da tantissimi anni in quel di Udine. Che per il tecnico tedesco, però, non è un dogma: in diverse gare l’Udinese ha cambiato schieramento, passando al 4-4-2 o al 4-2-3-1. Ma soprattutto, la possibilità di lavorare con una rosa giovane e in crescita.

E il mercato di quest’estate, infatti, ha puntato molto su questo aspetto. Basti pensare a Iker Bravo e Pizarro, tutti giocatori e pronti a crescere sotto la guida del tecnico. Senza contare quei profili in rosa a caccia della definitiva consacrazione, come LuccaSolet, due dei pilastri di questa stagione dei bianconeri.

Genoa-Udinese, quante similutidini… nelle differenze

Le due squadre, in stagione, hanno dimostrato di avere approcci completamente differenti. L’Udinese, infatti, punta molto sulla fisicità dei suoi elementi, soprattutto nella zona centrale del campo. Elementi come KarlstromLovric sono in grado di dare un enorme supporto in fase difensiva, servendo poi giocatori rapidi come Kamara, EhizibueZemura, oppure lanciando il pallone in avanti per Lucca, capace di premiare gli inserimenti dei suoi compagni di squadra.

Il Genoa, invece, si è distinto per un gioco più rapido, fatto di spinta offensiva e baricentro alto a prendere le avversarie nella loro metà campo. In questo modo, i rossoblu possono colpire subito in contropiede e tenere in pressione i difensori, costringendoli all’errore.

Ma nonostante gli approcci diversi, alla base troviamo concetti simili: grande fisicità in mezzo al campo, rapidità nel colpire gli avversari e una rosa giovane ma già di ottimo livello. Ingredienti fondamentali per due squadre che, ormai lontanissime dalla zona retrocessione, dovranno concentrarsi su altri obiettivi in questo campionato.

Genoa-Udinese, dove possono arrivare?

Genoa e Udinese distano ora, rispettivamente, 17 e 12 punti dalla zona retrocessione. Tantissimi, a questo punto della stagione. E per le due squadre l’obiettivo è finire più in alto possibile, dando il massimo nelle ultime otto gare di campionato per rendere orgogliosi i propri tifosi.

I friulani, ora a -7 dal Milan, dovranno cercare di confermare questo 10° posto, e perché no, provare lo sgambetto sui rossoneri, anche in virtù della sfida in casa del prossimo 11 aprile. Ma riuscire a rimanere nella parte sinistra della classifica sarebbe un segnale importantissimo, visto che non succede dal 5° posto della stagione 12/13.

Per il Genoa, invece, l’obiettivo è risalire ancora la graduatoria, confermando l’11° posto della scorsa annata, ora occupato dal Torino distante 4 punti. Una serie di risultati utili permetterebbe ai rossoblu di farcela senza grandi sforzi. E la sfida contro i bianconeri sarà importante, oltre che per questo, per capire a che punto sono arrivati questi nuovi progetti in Serie A.

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